Le STAGIONI cambiano, mutano, lasciano tracce e segnali precisi nel corso dell'anno, poi svaniscono e cedono il posto alla successiva. Soltanto una è INDEFORMABILE, si chiama LA STAGIONE DELL'AMORE e contrariamente ai versi della famosissima canzone, non viene e va. Torno sul "luogo del delitto" un palcoscenico storico che per tanti versi mi ha portato fortuna, LE PANTERAIE di Montecatini Terme, locale inaugurato nel 1956, una passerella che ha visto passare nel tempo, grandi nomi dello spettacolo, indimenticabili protagonisti del jazz, meravigliosi artisti del pop italiano e internazionale. Tra le mura amiche, con amici carissimi, pronti a riaprire un album fotografico di ricordi INCANCELLABILI. Un anno diverso, che segue quello delle vittorie più belle, in una carriera destinata a dare per forza con l'arrivo del nuovo anno, l' IMPENNATA che tutti si attendono. Adesso è più chiaro perché QUESTA, è la stagione dell'amore, ENZO (Nibali) non vince sul campo, l'affetto che circonda il suo mondo intorno, TRIPLICA. " La vita in corsa regala momenti estremamente DIVERSI fra loro, per una volta mi sono sentito GREGARIO, uno di quelli che fa una fatica "a bestia" e vede gli altri vincere. Adesso so cosa si prova". La dichiarazione più NOBILE che le orecchie potessero ascoltare. Sono fortunato, mi sento un PRIVILEGIATO. Questo lavoro negli anni mi ha ripagato con soddisfazioni enormi, una su tutte, quella di poter trasmettere certi tipi di EMOZIONE a chi mi sta ad ascoltare. Racconto gli UOMINI, che son cosa totalmente diversa dalle gare, dai numeri e dai risultati. I miei fogli bianchi ogni anno si arricchiscono di un capitolo a parte, CANNIBALI è un popolo che si nutre di carne rossa, fa incetta del flusso del sangue, perché man mano che i chilometri scorrono sotto le ruote, serve del ROSSO DOC, come accade con il vino, i Cannibali privilegiano un organo su tutti, IL CUORE. Dovrei essere IMPARZIALE nello scrivere un testo, la SIMPATIA è a suo modo, PREFERENZA, non lo nego, Vincenzo, o come dicon tutti ENZO, ha un posto di riguardo nella mia personalissima classifica.

Le feste possono essere più o meno divertenti, ogni atleta schiera sul terreno di gioco i suoi sostenitori, siano essi competenti in materia o solamente simpatizzanti. CANNIBALI fa LA DIFFERENZA. Differire da cosa? I soli a convincere l' ETERNO rivale, (C'è chi nega, ma è bello che ci sia antagonismo, lo sport dopotutto è anche questo) Giovanni Visconti ad inviare un messaggio di stima e apprezzamenti nei confronti dell' AMICO - NEMICO, con la richiesta di entrare a far parte della bellissima famiglia e, sembra impossibile, la voglia d'iscriversi al FAN CLUB. Il bello del filmato arriva subito dopo quando la telecamera allarga l'inquadratura e mostra il "sequestrato" (PER GIOCO) Visconti, affiancato dai suoi aguzzini in maglia rigorosamente azzurra circondati di bandiere con l'effigie dello SQUALO. CANNIBALI è una ricostruzione, PERFETTA di una tappa della Vuelta, gli attori sono tutti amici di Vincenzo con una grande passione per la bicicletta, in cui la Liquigas stringe il cappio al collo di LASTRAS, sul traguardo vince SAGAN,quello che succede al di là della linea bianca è MATERIA da vedere, neppure se proviamo ad unire la miglior comicità di BENIGNI e PIERACCIONI si riesce ad eguagliare tanto divertimento. RIDERE fa BENE, il caso specifico è uno di quelli che fa MORIRE. CANNIBALI è "il prestarsi al gioco" di un direttore sportivo, ma non uno qualunque, LUCA SCINTO viene catturato, legato al palo della tortura e in un'atmosfera degna del miglior film di DARIO ARGENTO, esce dal pentolone dei Cannibali, indossando la maglietta azzurra del più acerrimo dei rivali in corsa. CANNIBALI è una notte di HIP HOP, è BREAK DANCE che ti trascina al centro di una pista da ballo e non vorresti più tornare a casa. Cannibali è tempo di traguardi raggiunti e conquistati a fatica, una LAUREA e non ad honorem. CANNIBALI, sono immagini che scattano sul Poggio di Sanremo e fanno svanire il sogno a trecento metri dal traguardo, Cannibali è la discesa nel più profondo degli abissi, dove solo lo SQUALO può lanciarsi dalla vetta del Passo GIAU all'arrivo di Gardeccia, Cannibali è pura FOLLIA che sale sul Ghisallo e cerca l'impresa, mancandola per poco. CANNIBALI è una bandiera diversa da tutte le altre, che quando la vedi volare tra milioni di facce e corpi, ti rasserena e pensi che qualcosa "oggi ACCADRA'". Cannibali è quel CLACSON di una storica automobile parcheggiata sulla strada che da Mastromarco sale a San Baronto e diffonde dagli altoparlanti vecchie canzoni popolari, a LEI era dedicata l' apertura ufficiale, il PROLOGO della corsa, a LUI, il suo inseparabile autista, dedico questa mia intrusione nella realtà più bella del primo di tutti i FAN CLUB. Non c'è tifo, c'è AMORE, quello che fedelmente segue l'evolversi della stagione, non viene e va, è CEMENTIFICATO in tutti i giorni dell'anno che scorrono sul calendario. IO sono un CANNIBALE, mi nutro del CUORE degli Uomini, è una linfa vitale che fa bene buttar giù nello stomaco, vado alla ricerca di CUORI GRANDI. Vincenzo e questi ragazzi, giovani e meno giovani, hanno quello PIU' GRANDE.