CANNIBALI si nasce,CANNIBALI si diventa. CANNIBALI è una vocazione, è un patto, una chiamata. Esistono più categorie di Cannibali, se si escludono gli "Indigeni" di Mastromarco. Ci sono i Cannibali "a Distanza", c'è chi un giorno diventa Cannibale per Nomina. Mi sento uno tra quelli che fa parte di questa categoria.Cannibali è una CHIAMATA alla quale non puoi rispondere NO. Cominciamo a suddividere la parola e partiamo con CAN sinonimo di assoluta fedeltà, è l'animale che più di ogni altro si rispecchia nel termine, poi segue NIBALI che non è solo il cognome del corridore italiano più forte, allo stesso tempo è umiltà e timidezza, grinta e forza, lacrime e gioia...passione...ne manca una EMOZIONE!!!

 

Il ciclismo è un viaggio, fatto di chilometri e fatica, di attesa, è un vocabolo che sale, a volte lo fa in modo verticale, tante altre volte scende, diventando picchiata,come quella del falco e dell'aquila. Poche volte resta in terreni neutrali e monotoni e quelle poche volte è una lotta contro il tempo. In mezzo a tutto questo si nasconde l'EMOZIONE che spesse volte fa capolino, viaggia in sella ad una bicicletta,ha due gambe forti,per non dire fortissime, ha testa, per non dire cervello, cosa che in corsa serve e non poco e poi ha un cuore, grande,per non dire IMMENSO. In quest'anno particolare per me,lontano dal ciclismo raccontato in televisione, trovo altri stimoli per restare attaccato ad un cordone ombelicale difficilissimo da tagliare. L'opportunità non è tanto quella che vien data dalla corsa in se stessa, ma piuttosto RESTARE ancorato a legami solidissimi che s'instaurano nel tempo con tante persone che fanno parte di un movimento a me caro.
Vi ho parlato di viaggio, in particolare vi parlo del mio viaggio, al centro di una realtà straordinaria che staziona tra le colline di SAN BARONTO e MONTALBANO. Cannibali è quel cuore grande, che spesso si confonde con l'IMMENSO. Cannibali è una festa mascherata,con tanto di parrucconi riccioluti con l'osso al centro,è uno scatolone con sorpresa "umana"all'interno. Alessandro Vanotti è qui non certamente per fare il gregario ma per esternare un GRAZIE a modo suo, Cannibali è bellezza, viaggiatrice solitaria, navigante senza meta ben precisa, fra le quattrocentesche sale della Fattoria di Calappiano, antica residenza di Francesco I de' Medici, Principe di Palazzo Vecchio, luogo in cui si respira tutto il fascino che incantò HENRY SAVAGE LANDOR e lo spinse in seguito ad acquistare la proprietà. Cannibali è la fine del viaggio lassù, sulla BOLA DO MUNDO,il posto che Marco Pastonesi ha definito il più inospitale al mondo,dove soltanto il ciclismo poteva arrivare su una strada che non è una strada ma un tratturo in lastre di cemento che mettono fine alla parola fatica e iniziano a costruire un sogno che ha colore rosso vivo e la forza di uno SQUALO. I Cannibali li vedi correre, gridare, esaltarsi in mezzo a 500 mila persone convenute fin quassù a veder vincere l'ectoplasma di Mosquera,che poi non vincerà MAI !!.Cannibali è il cielo plumbeo di questa lunghissima giornata trascorsa sulle stesse colline dove il genio di Leonardo fece i primi studi sul volo dell'uomo. C'è un progetto che prende corpo stasera. Spiccare quel volo verso mete considerate INARRIVABILI non è più cosa IMPOSSIBILE !! Pedala Vincenzo, i tamburi in sottofondo sono quelli dei CANNIBALI.