Che Vincenzo Nibali provasse a vincere questo Giro dell’Oman in tutti modi possibili e immaginabili era prevedibile, ma che non ci riuscisse a causa di un suo compagno di squadrache gli “ruba” un abbuono in un traguardo volante era davvero difficile immaginarlo. Questa la cronaca del “misfatto”: dopo 53 km dal via c’è un sprint intermedio che dà 3” di abbuono al primoclassificato, 2” al secondo e 1” al terzo; a Nibali basterebbe classificarsi terzo per guadagnareproprio quel secondino di distacco che ha da Velits e poi, grazie ad una migliore classifica a punti,sfilare la maglia di leader dalle spalle dello slovacco e tornare a casa contento e felice. Semplice no? In teoria si, ma un po’ meno nella pratica. Ma torniamo a noi, la Liquigas - Cannondale si mette a tirare in testa al gruppo per preparare la volata al suo capitano, Tom Boonen sprinta (per “difendere” la leadership del suo compagno Peter Velits) e vince, terzo Sagan, quarto Nibali e addio sogni di gloria. Peccato davvero per questo “misunderstanding”, perché per il siciliano la conquista di questa terza edizione del Tour of Oman sarebbe stata proprio la ciliegina sulla torta,dopo essere tornato alla vittoria dominando la tappa di ieri. Ma riuscirà sicuramente a rifarsi nel corso dell’anno, ha un eccellente condizione di forma e dalla Tirreno-Adriatico in poi di obbiettivi da centrare ce ne sono veramente tanti.

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